ACTERRA. Fondazione Appennino partner di un progetto vincitore di un bando Return dell'Università di Firenze. Ricerca collaboratori

Attraverso un game e un'app da sperimentare con scuole e comuni si punta a far crescere la consapevolezza degli alunni sui rischi ambientali.

Il progetto ACTERRA (ACtive TERritory Resilience Awareness) è stato candidato al bando del Ministero dell’università “Multi-Risk sciEnce for resilienT commUnities undeR a changiNg climate (RETURN)”, realizzato dall’Università di Firenze, da una partnership composta da ArsDigitalia di Napoli, Whitesock di Firenze e Fondazione Appennino ETS ed è risultato vincitore.
L’obiettivo specifico individuato è l’aumento della resilienza sociale ai disastri grazie alla formazione e educazione alla cittadinanza attiva delle giovani generazioni e alla loro attivazione contributiva per la segnalazione di risorse e vulnerabilità sul loro territorio.

Le attività previste :

1.Realizzazione di un’applied game mobile sulla gestione dei rischi di disastri naturali legati al cambiamento climatico

2.Realizzazione di una app AR, con pannello di gestione Admin, per la registrazione di informazioni su rischi, risorse e attori del territorio coinvolti nella prevenzione e gestione delle emergenze

3.Realizzazione di una campagna di dissemination rivolta alle amministrazioni locali e toolkit per attività di laboratorio nelle scuole.

Fondazione Appennino si occuperà della fase di disseminazione in almeno 6 comuni della regione Basilicata, coinvolgendo istituti scolastici di vario ordine e grado e/o associazioni locali (pro loco, protezione civile, aps ecc..). Il laboratorio prevede la fruizione del gioco educativo, con approfondimento sul tema delle vulnerabilità e, a seguire, un’attività di laboratorio per mappature sul territorio di zone sicure, infrastrutture critiche, risorse e attori legati alla preparazione e gestione dei disastri.

La fase di dissemination prevede il contatto con amministrazioni comunali, scuole e associazioni da coinvolgere per il pilotaggio, la raccolta di feedback e valutazione di impatto.
Le attività verranno svolte attraverso il coinvolgimento dei destinatari anche attraverso prodotti di comunicazione ed eventi divulgativi come seminari, incontri con le scuole, .

 

LAVORA CON NOI! 

Per la realizzazione delle attività di dissemination, Fondazione Appennino si avvarrà della collaborazione di consulenti esperti di comunicazione e marketing territoriale, di formazione nelle scuole, di progetti di sviluppo locale e progetti sul contrasto alla povertà educativa da affiancare eventualmente allo staff di Fondazione Appennino che coordinerà le attività.

Per la valutazione delle candidature, inviare curriculum a info@appenninofondazione.it entro il 12 agosto 2024.

SCARICA LA CALL Ricerca candidati Acterra

 


SAN COSTANTINO ALBANESE . LA CULTURA ARBERESHE TRA APPENNINO E MEDITERRANEO

Dal 1 novembre eventi d’arte e musica per il cartellone "AUTUNNO ARBERESH" in collaborazione con Fondazione Appennino

Tra storia, tradizioni locali e valorizzazione del territorio, l’autunno di San Costantino Albanese si propone con un’offerta di eventi e cultura che guarda a rafforzare l’identità e le origini, a partire in particolare da quelle arbёreshe.
Su questa dimensione, l’Amministrazione Comunale è impegnata a costruire e rafforzare un legame tra il passato e il presente proponendo attività e occasioni orientate alla crescita culturale e sociale, che in queste settimane vedono la loro realizzazione.
Il prossimo 1 novembre sarà proprio una di queste giornate con varie attività per la comunità locale che, in collaborazione con Fondazione Appennino, animeranno il borgo del Pollino con un’offerta artistica e culturale che si inquadra in due particolari progetti in campo.
Alle 10 infatti, prende il via il laboratorio dei graffiti polistrato che fa parte del progetto “Un graffio che A.M.A.”, voluto dall’Amministrazione Comunale e finanziato dal Gal Cittadella del Sapere, con l’intento di valorizzare il patrimonio storico e culturale del territorio e che finora ha già portato alla realizzazione di due murales dedicati alla storia arbёreshe.

Un modo per diversificare l’offerta di arte pubblica e d’identità del borgo che con questo progetto mira a rendere permanente e fruibile il patrimonio locale e realizzare attività che possano lasciare opere per periodi più lunghi. In collaborazione con la Scuola del Graffito Polistrato di Montemurro, fondata 20 anni fa dall’artista Giuseppe Antonello Leone, si avvierà dunque la realizzazione di alcuni graffiti che rimarranno installati nel centro abitato e che evocano alla cultura arbёreshe locale e rafforzano la peculiarità del luogo.

La giornata proseguirà con l’avvio a San Costantino anche di un altro progetto dal titolo “A.M.A.”, che sta per “Appennino Mediterraneo Arberesh” e che si lega inevitabilmente all’altro progetto ma anche alle altre comunità arbёreshe, in quanto il progetto A.M.A. è realizzato con i comuni di San Paolo Albanese, che ne è capofila, e di Ginestra, e quest’anno giunge alla sua seconda edizione con il finanziamento della Regione Basilicata.

Un progetto che si pone il doppio obiettivo, anche in questo caso, di promuovere da un lato le peculiarità del patrimonio immateriale locale, e dall’altro di integrare questa identità storica in un contesto mediterraneo più ampio, un contesto che nei secoli è stato generatore di contaminazioni tra popoli ed oggi ha portato a caratteristiche culturali che le comunità locali intendono promuovere e valorizzare.

Contaminazioni anche in musica e con linguaggi diversi, come ad esempio la presenza dell’Euroband da Altamura, ensemble di street music che dalle 17.30 si esibirà nel centro abitato con un itinerario che unisce e lega i vari luoghi peculiari del paese. Alle 21.00, in piazza Unità d’Italia, sarà poi la volta del concerto dei Tammurriarè, le cui sonorità mediterranee della tradizione meridionale faranno da unione tra culture e stili.

“Lo sforzo progettuale che in questo periodo stiamo mettendo in campo – afferma il sindaco di San Costantino Albanese, Renato Iannibelli – è orientato a immaginare strumenti e modelli da sperimentare capaci di guardare con un occhio alle criticità che le aree interne e periferiche vivono e con l’altro allo straordinario patrimonio di cui sono custodi le nostre comunità, provando a collegarci con le dimensioni sociali che ci circondano. A questo aggiungiamo anche un’attenzione ai valori della contemporaneità, partendo proprio dai temi dell’identità locale, quella arbёreshe che ci contraddistingue e che oggi vede tutti noi impegnati a valorizzare e tutelare ma che, oltre cinque secoli fa, è stata proprio frutto di contaminazioni mediterranee di popoli diversi”.

 

 

 


A Ginestra "Borgo in Festival" dedicato alle origini arbereshe

26 E 27 OTTOBRE.  “Liakre et bare, il borgo dei sapori Arbëreshë” e progetto A.M.A. per porre al centro i valori dell’integrazione tra popoli

“Borgo in Festival” è il titolo della due giorni che farà di Ginestra il luogo privilegiato nel quale immergersi per un week end nella cultura e nella tradizione arbёreshe. Sabato 26 e domenica 27 ottobre, saranno dunque i vicoli, gli archi e le case del centro storico a fare da scenografia a sapori e odori della tradizione della comunità con eventi, animazione, laboratori, spettacoli dal vivo ed ovviamente enogastronomia.

Sabato 26 ottobre sarà proprio la giornata dedicata all’edizione 2024 di “Liakre et bare, il borgo dei sapori arbёreshe”, evento ormai consolidato che coinvolge il cuore del centro storico e che ogni anno rinnova l’appuntamento con la sua storia e con un pubblico che vuole viverla da vicino.

Una storia che non si riduce solo all’identità locale ed all’evoluzione delle usanze ma attualizza i valori delle radici di una comunità dentro un contesto sociale e contemporaneo.

In questa ottica, la giornata del 27 ottobre è dedicata infatti al progetto A.M.A. (Appennino Mediterraneo Arbereshe) - del quale era partner il comune di Ginestra, con il capofila San Paolo Albanese e San Costantino Albanese – di ridare centralità al Mediterraneo e al suo legame con l’Europa attraverso la dorsale Appenninica; progetto che quest’anno giunge alla sua seconda annualità.

Il programma degli eventi e delle animazioni prevede, accanto all’offerta gastronomica, l’avvio alle

 16.30 del 26 ottobre con il laboratorio di decotti e infusi della tradizione arbёreshe curato da Raffaella Irenze in piazza Ciriello, che precede l’apertura del percorso enogastronomico nel centro storico, alle 18.30. Contestualmente si avvieranno le animazioni storiche curate dall’Associazione “I Cavalieri di Bianca Lancia" e la e musica nel borgo il polistrumentista Sergio Santalucia, il chitarrista Daniele Lerose, e il gruppo “Suoni e ritmi del sud”. La serata sarà conclusa in Piazza Ciriello con il concerto di “Valerio Ricciarelli ei Tammurriarè”, un intreccio di sonorità mediterranee, che intreccia culture e popoli del Sud, a partire dalla storia partenopea e i suoi racconti in musica.

Il 27 ottobre, nel solco del dialogo tra due grandi mari divisi dall’Appennino, sarà la volta degli Arthea Ensemble, con lo spettacolo “Adriatico. Racconti in musica e danza di popoli migranti”, un repertorio che ripercorre le sonorità salentine e le contaminazioni mediterranee portate in scena dagli artisti pugliesi Doriano Longo (violino e direttore), Nadia Esposito (canto, danza, voce narrante), Mattia Manco (fisarmonica), Vito De Lorenzi (tamburi a cornice). L’evento si si inserisce nel programma A.M.A. del 2024.

«La storia delle emigrazioni racconta di conservazione e d’innovazione, di cambiamenti e mescolamenti, di nostalgie e reinvenzioni. La cultura delle persone muta nei luoghi in cui si spostano e dove bisogna compiere adattamenti, scelte fantasiose, fra tradizione e innovazione, dolorose e coraggiose, tenere conto di nuove situazioni pratiche e di altre disponibilità. Nel caso dei comportamenti alimentari una tendenza a conservare si misura con il bisogno di cambiare e di usare, integrandole, altre disponibilità e altre pratiche. Un esempio di come nei consumi e nei riti alimentari agiscano continuità e rotture, somiglianze e differenze, ci arriva dalla peculiare e originale vicenda delle comunità albanesi sorte in grande parte tra XV e XVIII secolo e distribuite nelle aree interne e lungo le fasce appenniniche di Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Puglia, Calabria e anche Sicilia» (Vito Teti, “Buon Appennino – La cultura del cibo nell’Italia Interna”, Rubbettino Editore 2022).

 “L’Amministrazione Comunale di Ginestra, - afferma la sindaca Fiorella Pompa - grazie al sostegno della Regione Basilicata, alla collaborazione con il capofila del progetto A.M.A. San Paolo Albanese e al supporto della Fondazione Appennino, intende continuare a valorizzare e promuovere riti e tradizioni della cultura arbëreshe, inquadrandola nei valori della contemporaneità. Ci serve pensare che una comunità nata oltre 5 secoli fa da una diaspora e da una migrazione nel Mediterraneo, oggi sia diventata identità locale al punto da essere tutelata e valorizzata attraverso l’impegno di istituzioni e cittadini”.


"UN GRAFFIO CHE AMA" a San Costantino Albanese

 

“UN GRAFFIO CHE AMA” è il progetto che il Comune di San Costantino Albanese sta realizzando in collaborazione con Fondazione Appennino e che ha l’obiettivo di valorizzare la cultura e l’identità locale, caratterizzata tanto dalla tradizione e storia arbereshe quanto dalla presenza del Parco del Pollino, attraverso percorsi di rigenerazione urbana.
In questa ottica, l’arte contemporanea diventa uno degli esperimenti di maggiore fascino sia offrire al centro abitato elementi di legame alla propria storia, sia per coinvolgere, come in questo caso, la comunità attraverso la realizzazione di opere e l’offerta di eventi in periodi dell’anno nei quali le aree interne ed i piccoli paesi soffrono maggiormente il peso dello spopolamento.

Il progetto, che si avvale di un finanziamento del Gal Cittadella del Sapere, ha dunque preso il via nella prima settimana di ottobre con la realizzazione di due murales e continuerà nelle prossime settimane con la realizzazione di graffiti polistrato, di incontri ed eventi di spettacolo dal vivo.

A realizzare i murales è stato l’artista messinese Andrea Sposari, autore di due opere importanti che raffigurano i costumi tipici arbereshe e la figura storica e carismatica di Giorgio Castriota Scanderbeg.

La realizzazione dei graffiti, tecnica di street art differente, avverrà invece in collaborazione con la Scuola del Graffito Polistrato che ha sede a Montemurro e che fu fondata nel 2003 dall’artista Giuseppe Antonello Leone, dando vita ad un’esperienza di contaminazioni sia con altre realtà lucane che internazionali.

In questo caso le opere – 5 graffiti su telaio di 70 cm di base per 100 di altezza - verranno realizzate in collaborazione con la comunità locale, offrendo la possibilità agli interessati di comunicare la propria disponibilità con una mail di adesione a Fondazione Appennino (info@appenninofondazione.it) entro il 27 ottobre 2024, e inviando un bozzetto sui temi legati alla storia e all’identità di San Costantino Albanese. Le idee in bozza saranno poi trasformate in graffito polistrato grazie al supporto di tutor esperti della Scuola del Graffito Polistrato, che seguiranno la realizzazione affiancando i “graffiatori” locali.

Il progetto, infine sarà concluso, con un incontro-dibattito legato proprio ai temi dell’identità e della rigenerazione dei piccoli paesi nelle aree interne e con un concerto di inaugurazione delle opere.

Gli eventi rientrano, inoltre nel cartellone “Autunno Arbereshe” che San Costantino Albanese sta realizzando in collaborazione con Fondazione Appennino, che ha inserito il comune anche nel Festival Appennino Mediterraneo – F.A.Me. e che si occupa della realizzazione del progetto “A.M.A. – Appennino Mediterraneo Arberesh”, che coinvolge anche i comuni arberesh di Ginestra e di San Paolo Albanese come capofila.

 


Al via a Montemurro l'edizione 2024 del PREMIO APPENNINO 2030FEST

Prende il via a Montemurro la terza edizione del PREMIO APPENNINO 2030FEST, ideato e realizzato da Fondazione Appennino Ets, in collaborazione con l’Amministrazione Comunale, che come di consuetudine, dal primo week end di ottobre apre un ciclo di eventi culturali, artistici e di spettacolo con l’obiettivo di dare valore ad esperienze e competenze, energie e passioni che possono essere messe insieme per una riscossa civica in grado di unire il Paese e rilanciarlo, non solo da Nord a Sud ma anche connetterne in maniera funzionale i centri e le periferie, le aree forti e i territori deboli, le zone costiere con le aree interne.

Un festival dedicato a tutti, comunità locali e pubblico nazionale, che rappresenta una sintesi del lavoro che quotidianamente, da oltre 5 anni, la Fondazione Appennino fa sperimentando nuovi modelli di sviluppo nelle aree marginali, realizzando progetti e abitando la contemporaneità, coi suoi problemi e le sue opportunità.

 

Non a caso questa terza edizione si apre con una prima sessione che premia due donne che a vario titolo e in diverso modo combattono per un mondo diverso e migliore. Il prossimo 5 ottobre, infatti, Fondazione Appennino conferirà la scultura in graffito a Marisa Laurito e Luisa Corazza.

Nel caso di Marisa Laurito, l’idea del premio è non tanto, e non solo, al personaggio per le sue riconosciute qualità artistiche; la scelta infatti è innanzitutto legata all’impegno in battaglie per la Pace, per i diritti umani e civili; il valore della libertà, a cominciare dalle donne iraniane; ripudiare la guerra, soprattutto quando ammazza civili e bambini, se pensiamo al Medio-Oriente e all’Ucraina. Marisa Laurito è Sud e Mediterraneo, dentro una geografia anche culturale dell’orizzonte della Fondazione, e si è fatta testimone di tanti obiettivi che sono anche contenuti nell’ dell’Agenda 2030 ONU, che in un certo senso è il faro di una filosofia di lavoro.

 Luisa Corazza è professoressa ordinaria di diritto del lavoro presso il Dipartimento di Economia della Università del Molise. E' tra i massimi esperti di “lavoro agile e smart working”, dal 2015 è consulente del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella per le questioni di carattere sociale in particolare lavoro, scuola e sanità. È direttrice di ARIA (Centro di ricerca per le Aree Interne e gli Appennini) della Università del Molise con il quale Fondazione Appennino ha sottoscritto un protocollo di collaborazione. Una collaborazione assidua che ha portato spesso la firma di Luisa Corazza sulle pagine della rivista online Civiltà Appennino.it e sull’ultimo libro della serie Civiltà Appennino, “Comunità Appennino. Superare l’internità”, uscito a gennaio 2024 per Rubbettino editore, con un saggio dal titolo: “Smart working e comunità: nuovi scenari”

ll Premio Appennino va dunque a chi ha occhi per i margini e se ne può far carico, quei margini umani, sociali, culturali e geografici oggetto di attenzione di Fondazione Appennino e di tanti altri premiati che negli scorsi hanno dato valore al palmares. Sono stati infatti premiati nelle scorse edizioni Massimo Osanna, Florindo Rubbettino, Maria Pia Ammirati, Domenico Pozzovivo, Luca Marinelli, Ferruccio De Bortoli, Stefano Bonaccini, Sabrina Giannini, Enrico Giovannini, Andrea Vitali.

 

Ma il Premio Appennino è anche un festival più ampio e articolato, diretto a vari interlocutori, partner e partecipanti. A cominciare dai ragazzi delle scuole.

Ed è infatti a loro che è dedicata l’apertura del programma degli eventi, già da venerdì 4 ottobre, nel salone dell’ex convento di San Domenico, alle ore 9.30, con la compagnia “I Teatrini”, che mette in scena lo spettacolo “Cocktail di favole” con l’attrice Fausta Manno e la partecipazione del musicista Sergio Santalucia. A seguire sarà presentata la mostra fotografica “Di campo, di bordi, di siepe” di Miko Somma, a cui farà seguito l’apertura della mostra e la visita guidata nei locali di Fondazione Appennino Lab.

Nel pomeriggio, sempre nell’ex convento di San Domenico, è prevista la presentazione al pubblico del Premio Appennino, coi saluti del sindaco di Montemurro e delle rappresentanze istituzionali e con la presentazione da parte della direttrice della Fondazione Appennino, Annalisa Romeo.

La serata inaugurale del 4 ottobre prevede l’intreccio anche con il Festival Appennino Mediterraneo – F.A.Me., festival di spettacolo dal vivo che Fondazione Appennino realizza con il riconoscimento del Ministero della Cultura e della Regione Basilicata, con il concerto degli Alma Sax Quartet dal titolo “Dal Mediterraneo all’Oceano”. Infine un incontro tra le realtà protagoniste della vita sociale e culturale del luogo, con una cena di comunità offerta dalla Fondazione nei locali di Taverna Appennino.

Sabato 5 ottobre è poi il giorno del premio a Marisa Laurito e Luisa Corazza. Alle 19.00, alla Sala convegni San Domenico, la consegna del riconoscimento sarà anche occasione per affrontare i temi relativi alle motivazioni e dunque raccontare e farsi raccontare dalle protagoniste. Con Luisa Corazza, dialogheranno i docenti e studenti del master “Arint” dell’Università Federico II di Napoli e Piero Lacorazza, componente del comitato scientifico del master.

Marisa Laurito sarà invece al centro di un’intervista-dibattito sui temi del suo impegno, per far conoscere anche “l'altra Marisa. Quella del giorno”.

Anche il primo week end del PREMIO APPENNINO 2030FEST si concluderà in musica e con il Festival Appennino Mediterraneo – F.A.Me., lo spettacolo offerto si intitola “Cuore Mediterraneo”, performance di violino e arpa viggianese con Pina Lobosco e Antonella Pecoraro.


Al via l'Autumn School: "Arte, acqua ed energia tra i due Parchi Nazionali della Basilicata" del Master Arint

Parte il 3 ottobre fino al 6 ottobre l'Autumn School: "Arte, acqua ed energia tra i due Parchi Nazionali della Basilicata" del Master Arint di II livello "Architettura e progetto per le aree interne e i piccoli paesi" dell'Università Federico II di Napoli, Diarc del quale la Fondazione Appennino è Partner del consiglio scientifico.

Sabato 5 ottobre gli studenti e i docenti del Master saranno ospiti della Fondazione Appennino e in occasione del Premio Appennino 2024 dialogheranno con Luisa Corazza e Piero Lacorazza, componente del comitato scientifico del master.

Il Master ARÌNT di II Livello “architettura e Progetto per le Aree Interne e per i Piccoli Paesi”, nato in sinergia con la visione della Strategia Nazionale Aree Interne (SNAI), promuove azioni pilota in cui la formazione e la conoscenza diventano opportunità di crescita professionale per i giovani, costruendo progetti e visioni di sviluppo territoriale per gli enti locali e le loro reti. I partecipanti acquisiranno competenze specialistiche di carattere interdisciplinare e multidimensionale nella elaborazione di linee guida per la rigenerazione spaziale, urbana ed ambientale dei piccoli paesi, e per interpretare e progettare le aree ed i territori caratterizzati da marginalizzazioni e spopolamenti.

Programma Autumn School: "Arte, acqua ed energia tra i due Parchi Nazionali della Basilicata" del Master Arint

PREMIO APPENNINO 2024. Nella prima sessione riconoscimento a Marisa Laurito e Luisa Corazza

Si apre con un riconoscimento a due donne la terza edizione del PREMIO APPENNINO 2030FEST, che nella sua prima sessione di questa edizione 2024, prevista a Montemurro il 5 ottobre, conferirà la scultura in graffito a Marisa Laurito e Luisa Corazza.

Quest’anno il premio si articola su diversi weekend nei mesi autunnali del 2024. Il primo weekend, 4 e 5 ottobre, è dedicato appunto alla forza e determinazione delle donne.
MARISA LAURITO
Il Mediterraneo è un mare tra le terre, in cui l’Appennino è la dorsale che unisce e che lega storie di popoli e di civiltà d’Occidente e d’Oriente, un Medio Occidente.
🫶🏻 Marisa Laurito è per noi una medio-occidentale, è Napoli che incontra il mare, è la Penisola con il Mediterraneo; per le sue battaglie civili, per l’impegno per i diritti umani che la elevano a testimone di una urgente richiesta di pace, uno degli obiettivi dell’Agenda 2030 ONU, il faro di Fondazione Appennino.

LUISA CORAZZA

Professoressa ordinaria di diritto del lavoro presso il Dipartimento di Economia della Università del Molise. E' tra i massimi esperti di “lavoro agile e smart working”, 2015 è consulente del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella per le questioni di carattere sociale in particolare lavoro, scuola e sanità. È direttrice di ARIA (Centro di ricerca per le Aree Interne e gli Appennini) della Università del Molise con il quale Fondazione Appennino ha sottoscritto un protocollo di collaborazione. Una collaborazione assidua che ha portato spesso la firma di Luisa Corazza sulle pagine della rivista online Civiltà Appennino.it e sull’ultimo libro della serie Civiltà Appennino, “Comunità Appennino. Superare l’internità”, uscito a gennaio 2024 per Rubbettino editore, con un saggio dal titolo: “Smart working e comunità: nuovi scenari”

ll Premio Appennino va a chi ha occhi per i margini e se ne fa carico, quei margini umani, sociali, culturali e geografici che ci vedono impegnati ogni giorno nello sperimentare azioni di attenzione e valorizzazione.

Gli appuntamenti di Fondazione Appennino al Festival del Lavoro nelle Aree Interne

Dal 12 al 14 giugno 2024, a Soveria Mannelli (CZ) è organizzata la seconda del Festival del Lavoro nelle Aree Interne, realizzato dall’associazione RESpro – Rete di storici per il Paesaggio, Rubbettino Editore e Fondazione Appennino.

Tema di quest’anno è “Produzioni e paesaggi nelle montagne del Mediterraneo”, con una serie di incontri con esperti e studiosi che porranno al centro il rapporto tra i grandi contesti geografici europei e mondiali e tra l’economia delle aree interne, dove in realtà si concentra buona parte della produzione italiana nonostante una narrazione a vantaggio dei grandi centri.

Circa novanta tra ospiti e relatori che si alterneranno ad affrontare i vari temi di discussione, molti dei quali selezionati attraverso una call diretta a ricercatori e discussant che ha riscosso un particolare successo ed arricchito il parterre di contributi e partecipanti, provenienti da Università di tutta Italia, oltre che da Valencia e da Cnr e vari centri studi e di ricerca italiani, oltre a scrittori, studiosi e rappresentanti istituzionali e tecnici esperti di turismo ed economia.

Fondazione Appennino oltre che all’organizzazione dell’evento ed alla costruzione del programma scientifico, porterà il suo contributo anche in termini di panel e interventi.

A cominciare dall’apertura dell’evento, il 12 giugno alle 14, con la presenza, insieme ad Augusto Ciuffetti di ResPro, il presidente di Fondazione Carical Giovanni Pensabene e l’editore Florindo Rubbettino, di Piero Lacorazza, tra gli ideatori del festival, già direttore di Fondazione Appennino ed oggi direttore editoriale della collana e della rivista CiviltàAppennino.

Seguirà il confronto dal titolo “Politiche di coesione, un momento di svolta” introdotto e coordinato da Piero Lacorazza, che prevede il keynote speech di Luca Bianchi, Direttore Svimez, e gli interventi di Giovanni Vetritto, Presidenza del Consiglio dei Ministri, Rosanna Nisticò, Università della Calabria, Pasquale Orlando, Regione Puglia, Sabina Licursi, Riabitare l’Italia, Amedeo Federico Lasco, Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Sempre presso le Industrie Rubbettino, prevalente location della tre giorni, alle ore 17.00 è in programma il panel «I luoghi “non-comuni” delle “aree interne”: un patrimonio di lavori, produzioni e paesaggi. L’esperienza delle Langhe» con Gianni Lacorazza (vicepresidente di Fondazione Appennino) che dialoga con Mauro Carbone, già direttore dell’Ente Turismo Langhe Monferrato Roero ed ora consulente di marketing strategico.

Tra gli eventi in programma nella stessa giornata, anche la presentazione di «Comunità Appennino. Superare “l’internità”», a cura di Piero Lacorazza e Gianni Lacorazza e de «Il lavoro tra passato e futuro. Fragilità e opportunità di un patrimonio nei territori interni dell’Italia contemporanea», a cura di Maddalena Chimisso e Augusto Ciuffetti (Rubbettino 2024). Nel parlano con Giovanni Teneggi, referente per la promozione della cooperazione di comunità in Confcooperative, Piero Lacorazza, Annalisa Romeo, neo-direttrice di Fondazione Appennino, Maddalena Chimisso e Augusto Ciuffetti.

Nella giornata successiva ancora un appuntamento coi libri. Alle 11.30 si presenta il «Vocabolario aree interne. 100 parole per l’uguaglianza dei territori», Gianni Lacorazza dialoga con il curatore Nicholas Tomeo e Rossano Pazzagli.

tutto il programma e gli approfondimenti alla sezione speciale su Civiltà Appennino (https://www.civiltaappennino.it/festival-del-lavoro-nelle-aree-interne/)


L'università per le aree interne. Accordo tra Fondazione Appennino e DIARC della Federico II di Napoli

Si avviano le azioni del protocollo d’intesa sottoscritto da Fondazione Appennino e DiARC - Dipartimento di Architettura dell’Università Federico II° di Napoli.

Il DiARC svolge attività di ricerca nel campo della progettazione architettonica e urbana, della storia dell'architettura, del restauro del patrimonio architettonico e paesaggistico, dell'urbanistica e della pianificazione territoriale, del design e della progettazione tecnologica e ambientale dell’architettura, dell'arredamento, unitamente ad ambiti complementari connessi alle materie giuridiche, all'analisi matematica e alle procedure estimative, all'elaborazione informatica dei dati e ai sistemi informativi territoriali. I due Enti, tenuto conto delle rispettive finalità istituzionali, dunque, intendono instaurare una collaborazione al fine di costruire un proficuo confronto per offrire un supporto tecnico scientifico reciproco e sviluppare e approfondire le tematiche di ricerca nell’ambito dei temi legati alla rigenerazione dei paesi e dei territori investiti da fenomeni di marginalizzazione e spopolamento, tendendo alla elaborazione di visioni strategiche capaci di innescare dinamiche tese al riabitare, investendo i campi del recupero edilizio, urbano, paesaggistico e ambientale in ambito rurale e locale nonché della tutela del territorio e prevenzione del dissesto idrogeologico.

Il DiARC e la Fondazione Appennino  intendono dunque sviluppare e disciplinare rapporti di collaborazione su temi di interesse comune in materia di rigenerazione dei paesi e dei territori investiti da fenomeni di marginalizzazione e spopolamento; restauro architettonico, urbano, paesaggistico e ambientale in ambito rurale e locale; tutela del territorio e prevenzione del dissesto idrogeologico, finalizzati nel reciproco scambio di competenze al fine di prefigurare ed attuare strategie di riattivazione nei paesi e nei territori delle Aree interne, condividendo i temi di ricerca e le metodologie con cui esse sono condotte, nonché alla valorizzazione dei risultati della ricerca, e alla predisposizione di azioni e sinergie volte a favorire l’integrazione tra ricerca, sistema produttivo e diffusione delle conoscenze.

Operativamente la collaborazione si concretizza in

a) studi e pubblicazioni scientifiche e tecniche con approccio multi-scalare e trans-disciplinare per i temi oggetto dell’Accordo;

b) condivisione di dati e di ogni documentazione cartografica, fotografica, di archivio, propedeutica allo sviluppo di studi e pubblicazioni scientifiche e tecniche sui temi di comune interesse;

c) coinvolgimento degli attori locali e sviluppo di indagini conoscitive orientate ai temi dell’Accordo;

d) partecipazione a programmi di ricerca regionali, nazionali, europei e internazionali;

e) realizzazione di attività didattico scientifiche, borse di studio e di dottorato, stage e tirocini curriculari di formazione e orientamento ai temi dell’accordo che, nel rispetto della normativa vigente in materia, saranno disciplinati da specifiche convenzioni attuative per progetti formativi, valutando di volta in volta gli impegni strutturali ed economici finanziari dei soggetti coinvolti;

f) supporto scientifico e predisposizione di programmi di tirocinio destinati agli allievi del Master ARÌNT, da svolgere presso l’Ente sui temi di comune interesse;

g) convegni, seminari, workshop, dibattiti e attività informative e divulgative di comune interesse.

h) scambi di personale, docenti, ricercatori, tecnici e tirocinanti nonché attrezzature tecnico scientifiche per i temi oggetto dell’Accordo.

 

Proprio in relazione al Master ARÌNT, dopo aver siglato l’intesa, le azioni si sono immediatamente rese concrete con l’avvio delle attività della quinta edizione del Master. Forte già di una prima collaborazione nello scorso anno, in cui Fondazione Appennino ha messo a disposizione del DIARC le pagine della rivista online www.civiltaappennino.it, con una sezione dedicata ad interventi scientifici di studenti e decenti, e dove Fondazione Appennino si è resa protagonista in accordo con il Comune di Castelsaraceno che finanzia alcune borse di studio, a coinvolgere il territorio, quest’anno la collaborazione si consolida.

Con la presenza della Fondazione Appennino a Napoli, lo scorso 10 maggio si è infatti tenuto l’incontro inaugurale del Master, alla presenza di docenti, allievi e rappresentanti della Federico II, che ha rappresentato anche l’ingresso ufficiale della rappresentanza della Fondazione all’interno del Comitato scientifico del Master.

Nuove iniziative saranno invece legate al calendario di presentazioni di volumi orientati agli allievi che in questi giorni prende il via e che vede in programma la presentazione di “Comunità Appennino. Superare l’internità”, ultimo volume della serie Civiltà Appennino, a cura di Piero Lacorazza e Gianni Lacorazza, che sarà discusso il 12 luglio 2024.


A COLLI A VOLTURNO L’ANTEPRIMA DEL FESTIVAL DEL LAVORO NELLE AREE INTERNE 2024

Sarà a Colli a Voltuno in Molise, i prossimi 17 e 18 maggio, l’anteprima della seconda edizione del Festival del Lavoro nelle Aree Interne, che quest’anno si svolge dal 12 al 14 giugno, sempre a Soveria Mannelli in calabria.

Un evento che quest’anno porta il titolo di “PRODUZIONI E PAESAGGI NELLE MONTAGNE DEL MEDITERRANEO” voluto dagli organizzatori Rubbettino Editore, RESpro, Fondazione Appennino, a cui da ques’anno per l’anteprima si aggiunge la collaborazione del CISAV.

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COLLI A VOLTURNO. Il 17 e il 18 maggio a Colli a Volturno si terrà l’anteprima del Festival del Lavoro nelle Aree Interne, l’iniziativa promossa da Rubbettino Editore, Fondazione Appennino e Rete Re.Spro. Il CISAV (Centro Indipendente Alta Valle del Volturno) ospiterà le due giornate di eventi, presentazioni, passeggiate e dibattiti. A tema le contraddizioni del lavoro nei paesi, che saranno l’argomento di discussione del convegno dal titolo “Cemento dolce e miele amaro” che si terrà il pomeriggio del 18 maggio, a chiusura dell’iniziativa, presso l’aula magna dell’Istituto comprensivo di Colli a Volturno.

Le iniziative avranno inizio alle ore 17.00 del 17 maggio, con la cerimonia d’apertura, i saluti delle istituzioni e la presentazione congiunta dei volumi “Comunità Appennino. Superare l’«internità»”, curato da Piero Lacorazza e Gianni Lacorazza (Rubbettino 2024), a cui partecipa Annalisa Romeo, direttrice di Fondazione Appennino e tra gli autori dei saggi, e “Il lavoro tra passato e futuro. Fragilità e opportunità di un patrimonio nei territori interni dell’Italia contemporanea”, a cura di Maddalena Chimisso e Augusto Ciuffetti (Rubbettino 2024), pubblicazione scaturita dalla prima edizione del Festival del Lavoro nelle Aree Interne, nel 2023.