Calvera celebra Libertella tra tango e radici

Evento-spettacolo “Celebrando José Libertella, il musicista lucano che ha salvato il Tango dall’oblio“

 Programma di domenica 15 ottobre 2023

Piazza Risorgimento

ore 10:00         Intitolazione a José Libertella di una sala comunale

ore 10:15         “Vernissage” del dipinto “Omaggio al Sexteto Mayor” del Maestro Antonio Cillis di Pietragalla

 

Sala multimediale del Museo Anamnesis

ore 10.30         Seminario-spettacolo multimediale condotto da Nicola Corona, presidente dell’Associazione culturale “Alma Latina” di Melfi

Saluti istituzionali

Contributi critici con proiezione di foto e video

Presentazione del libro di Mariano Libertella e Nicola Corona
José Libertella – Vita, Passione e Tango – il musicista lucano che ha salvato il Tango dall’oblio“ con lettura di brani scelti

 

Esibizione dei Maestri di tango Edith Paez, argentina, e Daniel Canuti, italo-argentino

Esibizione della bandoneonista Gabriela Galí, italo-argentina

Esibizione della cantante Laura Colangelo, italo-argentina

Esibizione della cantante Marcela Gargia, italo-argentina

Testimonianze su José Libertella degli artisti predetti

 

ore 12.00         Spettacolo di musica e danza “Passione”
nell”ambito del Festival Appennino Mediterraneo – F.A.Me.

 

ore 13:00         Buffet

Radici in Appennino – Il tango di Josè Libertella torna a Calvera

Il 2024 sarà l’anno del turismo delle radici e Fondazione Appennino ETS – uno dei principali motori del progetto “Paesi e Radici” primo classificatosi in Italia e finanziato dal Ministero degli Esteri – ha inteso, in accordo con l’Amministrazione Comunale, portare a Calvera, domenica 15 ottobre, un evento del Festival Appennino Mediterraneo.

Si tratta di una manifestazione più ampia che vede coinvolto oltre al Comune di Calvera, il Comune di Avigliano il 18 e il Comune di Potenza 21 ottobre; sostenuta dalla Regione Basilicata gli eventi sono coordinati dall’ing. Nicola Corona dell’associazione culturale Alma Latina.

Josè Libertella è nato il 9 luglio 1933 a Calvera ed emigrato a meno di un anno a Buenos Aires, cresce nel “barrio” di Villa Lugano e  ben presto comincia a suonare il bandoneón. Il suo precoce talento lo porta già da adolescente, alla fine degli anni ’40, a suonare in prestigiose orchestre di tango, fra cui quelle di Osmar Maderna e Carlos Di Sarli, fino a fondare nel 1973 il famoso Sexteto Mayor.Occupa un posto di grandissimo rilievo nella Storia del Tango per essere stato uno dei “traghettatori” del genere musicale dal periodo di decadenza, iniziato negli anni ’60, alla rinascita degli anni ‘80; e ciò grazie agli spettacoli “Tango Argentino” del 1983 e “Tango Pasión” del 1992, portati in giro per il mondo, che lo hanno visto, con il Sexteto Mayor, fra gli ideatori ed interpreti: se oggi la magica danza di Buenos Aires continua ad affascinare gli appassionati, e a conquistare dappertutto nuovi adepti, lo si deve anche alla sua preziosa attività di musicista. Scomparso a Parigi a 71 anni, l’8 dicembre 2004, alla vigilia dell’ennesimo concerto che avrebbe dovuto tenere, carismatico direttore d’orchestra e geniale arrangiatore, fecondo compositore di brani antologici, in possesso di non comuni capacità tecniche e interpretative nel suonare il bandoneón, è oggetto tutt’oggi di una grande devozione, un vero e proprio cult, fra gli appassionati di Buenos Aires e di tutto il mondo.

L’evento del Festival Appennino Mediterraneo dal titolo “Passione” sarà messo in scena domenica 15 ottobre a Calvera alle ore 12; i ballerini di tango Melena Veltri, Luis Alberto Delgado, Gisella Tacone e Nelson Piliu saranno accompagnati dal violino di Gennaro Minichiello, dal violoncello di Giovanna d’Amato e dalla fisarmonica di Ezio Testa

José “Pepe” Libertella

Nato il 9 luglio 1933 a Calvera ed emigrato a meno di un anno a Buenos Aires, cresce nel “barrio” di Villa Lugano e  ben presto comincia a suonare il bandoneón.

Il suo precoce talento lo porta già da adolescente, alla fine degli anni ’40, a suonare in prestigiose orchestre di tango, fra cui quelle di Osmar Maderna e Carlos Di Sarli, fino a fondare nel 1973 il famoso Sexteto Mayor.

Occupa un posto di grandissimo rilievo nella Storia del Tango per essere stato uno dei “traghettatori” del genere musicale dal periodo di decadenza, iniziato negli anni ’60, alla rinascita degli anni ‘80; e ciò grazie agli spettacoli “Tango Argentino” del 1983 e “Tango Pasión” del 1992, portati in giro per il mondo, che lo hanno visto, con il Sexteto Mayor, fra gli ideatori ed interpreti: se oggi la magica danza di Buenos Aires continua ad affascinare gli appassionati, e a conquistare dappertutto nuovi adepti, lo si deve anche alla sua preziosa attività di musicista.

Scomparso a Parigi a 71 anni, l’8 dicembre 2004, alla vigilia dell’ennesimo concerto che avrebbe dovuto tenere, carismatico direttore d’orchestra e geniale arrangiatore, fecondo compositore di brani antologici, in possesso di non comuni  capacità tecniche e interpretative nel suonare il bandoneón, è oggetto tutt’oggi di una grande devozione, un vero e proprio cult, fra gli appassionati di Buenos Aires e di tutto il mondo.


PREMIO APPENNINO. I premiati del 2023

A Stefano Bonaccini, Ferruccio De Bortoli, Andrea Vitali, Sabrina Giannini e Enrico Giovannini

Dal 5 al 7 ottobre e il 21 e 22 ottobre si terrà a Montemurro la seconda edizione del Premio Appennino – Fest 2030 al quale prenderanno direttamente parte per ritirare il riconoscimento Stefano Bonaccini, Ferruccio De Bortoli, Andrea Vitali, Sabrina Giannini e Enrico Giovannini

Una seconda edizione che premia le esperienze e le competenze, le energie e le passioni che possono essere messe insieme per una riscossa civica in grado di unire il Paese e rilanciarlo, non solo da Nord a Sud ma anche connetterne in maniera funzionale i centri e le periferie, le aree forti e i territori deboli, le zone costiere con le aree interne.

La dorsale appenninica è anche la colonna vertebrale dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile, l’asse su cui l’Europa e il Mediterraneo devono ritrovare uno spazio culturale, politico ed economico.

La Regione Emilia Romagna è dentro questo crocevia, al tempo stesso locomotiva economica del Paese e guida di politiche pubbliche di riequilibrio verso le aree interne ed appenniniche in materia di scuola, sanità e trasporti; Stefano Bonaccini, al secondo mandato di Presidente è senza dubbio un protagonista di queste scelte che sono parte di una riscossa civica il cui alimento principale per Ferruccio De Bortoli è la cittadinanza attiva. Il giornalista che si definisce un “ottimista informato” in quanto individua - anche se andrebbe alimentato e sostenuto - nel cuore delle comunità, delle città e dei paesi lo spirito della ricostruzione del dopoguerra.
Sabato 7 ottobre a Montemurro Stefano Bonaccini e Ferruccio De Bortoli ritireranno il Premio Appennino e daranno vita ad un confronto coordinato dalla giornalista Daniela Tagliafico che per sette anni ha diretto RAI Quirinale rappresentando quindi una testimone privilegiata della personalità e dell’attività del Presidente emerito Giorgio Napolitano. L’evento sarà preceduto dall’avvio di una nuova sezione del Premio dal titolo “Radici in Appennino” con il riconoscimento alla memoria per “Il paese è paese d’inverno” alla pittrice-scrittrice Maria Padula.

La rappresentazione dei luoghi, in particolare con le parole, è la motivazione che sabato 21 ottobre, secondo week end del Premio, riconosce allo scrittore Andrea Vitali – anche nell’ultimo romanzo “Cosa è mai una firmetta” (Garzanti) - la grande narrazione dell’Italia vera che l’ha portato a scegliere la scrittura lasciando il camice da medico, un po’ come Leonardo Sinisgalli che preferì la poesia ai “neutroni lenti”. In questa Italia dei luoghi c’è lo sguardo della telecamera, dell’approfondimento e dell’inchiesta di Sabrina Giannini, per anni autrice ed inviata di Report ed oggi ideatrice e conduttrice del programma di RAI 3 “Indovina chi viene a cena”, che mette al centro i temi del cibo, dell’agricoltura, del valore della terra e dell’acqua. Un valore sempre più necessario per garantire il futuro alle nuove generazioni e che trova nell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile una guida urgente e necessaria. Per questo sabato 21 ottobre, insieme a Vitali e Giannini, sarà premiato Enrico Giovannini, già Ministro nei governi di Letta e Draghi, cofondatore ed oggi direttore scientifico dell’Alleanza per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS).

In questa visione rientrano motivazioni e scelte che hanno portato all’assegnazione del Premio Appennino da parte del comitato scientifico composto da Raffaele Nigro, Giuseppe Lupo, Gianni e Piero Lacorazza.

Il Premio Appennino, ideato da Fondazione Appennino e realizzato con il sostegno dell'Amministrazione Comunale di Montemurro, occuperà due week end di ottobre e sarà contornato da iniziative, eventi musicali nell’ambito del Festival Appennino Mediterraneo F.A.Me., avvio di nuovi progetti turistici, incontri con scuole e comunità e promozione dell’identità enogastronomica dell’Appennino.


Al via l'edizione 2023 del "PREMIO APPENNINO 2030FEST"

Saranno due week end di ottobre ad ospitare a Montemurro la seconda edizione del "PREMIO APPENNINO 2030FEST"
ideato da FONDAZIONE APPENNINO ed organizzato con il sostegno dell'Amministrazione comunale di Montemurro.

Programma

5 ottobre
Ore 9.30 - Sala ex Convento San Domenico

Progetto M.A.G.M.A. - Cammino in Appennino

Presentazione del sindaco di Montemurro e degli organizzatori
Visita ai Graffiti di Montemurro, Casa delle Muse, Fondazione Appennino

Ore 12.00 - Partenza dei camminatori da Montemurro per Armento

 

6 ottobre
Ore 11.00 - Sala ex Convento San Domenico

Il PREMIO APPENNINO FEST2030 incontra la scuola

Saluti dell’Amministrazione comunale di Montemurro e di Fondazione Appennino
A seguire evento spettacolo del Mago comico Magic World

 

Ore 18.00 - Presentazione del Premio Appennino 2030 alla comunità

Saluti del sindaco di Montemurro, Senatro Di Leo
Presentazione del direttore di Fondazione Appennino, Piero Lacorazza

A seguire  evento nell’ambito del Festival Appennino Mediterraneo – F.A.Me.
“Io te voglio bene assaje”
musiche, danze, tammurriate, storie e persone di Napoli dal 600 ad oggi

 

Ore 21.00 -  Taverna Fondazione Appennino
Degustazione del “Premio Appennino”
con prodotti del territorio che compongono il cesto offerto ai premiati

 

7 ottobre
 Ore 18.00 - Sala ex Convento San Domenico

Premio Appennino a Stefano Bonaccini e Ferruccio de Bortoli

- Premio speciale «RADICI IN APPENNINO» alla memoria di Maria Padula
a cinquant’anni dalla pubblicazione de «IL PAESE E’ PAESE D’INVERNO»

- «Mediterraneo-Europa. L’Appennino dorsale di un’Italia alla riscossa civica»
Daniela Tagliafico dialoga con Stefano Bonaccini e Ferruccio de Bortoli

 

A seguire  evento nell’ambito del Festival Appennino Mediterraneo – F.A.Me.
“Paesaggi da set”
Antonella Tatulli (soprano), Alfonso D'Avino e Pietro Santarsiero (Mirror Guitar Duo) 

 

21 ottobre
 Ore 18.30 - Sala ex Convento San Domenico

Premio Appennino a Sabrina Giannini,  Andrea Vitali e Enrico Giovannini

Conversazione con i premiati
in collaborazione con la FONDAZIONE LEONARDO SINISGALLI

A seguire
evento nell’ambito del Festival Appennino Mediterraneo – F.A.Me.

SERENATA LUCANA” musica e danza d'Appennino

 

22 ottobre
 Ore 12.00 - Piazza Giacinto Albini

Progetto M.A.G.M.A. - Cammino in Appennino
Arrivo a Montemurro

Chiusura del PREMIO APPENNINO 2030FEST con
Aperitivo di comunità

in collaborazione con
il COMPLESSO BANDISTICO CITTA’ DI MONTEMURRO

 


"Paesi e radici", un progetto diventa un’impresa sociale

Nasce il soggetto imprenditoriale che gestirà in Basilicata il turismo delle radici per conto del Ministero degli Esteri

E’ nata nei giorni scorsi "Paesi e radici srl impresa sociale Ets", il nuovo soggetto che si prepara a sostenere, a cogestire ed organizzare il turismo delle radici in Basilicata.

Grazie ad un bando del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI), che punta a definire le attività per il 2024, “l’anno del turismo delle radici”, un gruppo informale con il progetto "Paesi Radici" è arrivato primo nella graduatoria lucana ottenendo inoltre il più alto punteggio in Italia, avvalendosi di una compagine di ben 82 partner tra comuni ed istituzioni varie, associazioni, imprese e soggetti interessati a rendere la Basilicata una destinazione attrattiva per viaggiatori motivati dalla riscoperta dei luoghi delle proprie origini. Dalle esperienze di ItalianSide, Ferula Viaggi e Fondazione Appennino, è nato dunque il gruppo che ora ha dato vita ad una impresa che mette insieme competenze ed esperienze, incrociando anche le aspirazioni, il valore e la passione di giovani under 35.

Costruire il futuro riscoprendo radici e luoghi attraverso la ricostruzione genealogica e il ritorno nel proprio “Paese”, é la missione principale per rendere la memoria un'opportunità per il territorio poiché è un turismo che si aggiunge alla consolidata offerta territoriale strutturata, coinvolgendo e rendendo protagonisti tutti i paesi.

Tutto questo sarà possibile grazie al coordinamento del Ministero, alla collaborazione con la coordinatrice regionale Elvira De Giacomo e con Regione, APT, enti locali e soggetti pubblici e privati che sosterranno l’iniziativa.

Il nuovo soggetto impegna dunque professionisti ed esperti che, a vario titolo, porteranno le loro competenze nella nuova avventura imprenditoriale, provenienti da tutto il territorio lucano. A cominciare dal presidente Michele Lo Squadro, che ha coordinato il gruppo e amministrerà l’impresa accanto ad Annalisa Romeo (vice presidente) e Michele Cappiello, con Gianni Lacorazza, Gabriele D’Apolito, Marica Schinco, Domingo Melegaro, Concetta e Maria Sarlo, Clovis Urien Meric De Bellefon e Giuliano Eufemia.

"Viaggiatori di origini lucane che ritrovano e rinsaldano il legame con la propria terra di origine e con la propria storia possono rappresentare un tassello di futuro, – sostiene Lo Squadro - in particolare in una regione che può esprimere in questo contesto economico un potenziale importante.

Lo conferma, e lo diciamo con orgoglio, il fatto che la concretezza del nostro approccio e delle nostre idee sia risultata particolarmente apprezzata, consentendo a "Paesi e Radici" di ottenere il punteggio più alto a livello nazionale, grazie a competenze e visioni già in campo da tempo."

In via di realizzazione i canali di comunicazione digitali, in particolare la pagina Facebook “Paesi e Radici” e il sito web www.paesieradici.it.


Primo convegno nazionale sul lavoro nelle aree interne

FONDAZIONE APPENNINO, RUBETTINO Editore e l'Associazione RESPRO

organizzano il primo convegno nazionale
"Il lavoro tra passato e futuro. Fragilità e opportunità di un patrimonio nei territori interni dell’Italia contemporanea"
che si terrà a Soveria Mannelli (CZ) nelle giornate del 26 e 27 maggio 2023.

Un appuntamento che rientra nel percorso svolto dall’associazione RESpro-Rete di storici per i paesaggi della produzione negli ultimi anni, particolarmente attento alle dinamiche storiche ed economiche dei paesi e dei territori collocati nelle cosiddette “aree interne” dell’Italia, , che propone l'evento in collaborazione con la Fondazione Appennino ETS e la casa editrice Rubbettino, che si possa configurare come il punto di approdo di questo itinerario di studio.
Le proposte, con titolo e abstract massimo di 300 parole, vanno inviate al seguente indirizzo: resproretedistorici@gmail.com
Termine ultimo per presentare la proposta: 20 marzo 2023.
Comunicazione accettazione della proposta: 3 aprile 2023.

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RESpro è un’associazione di studiosi, ricercatori e docenti che intende promuovere attività culturali e scientifiche, con un forte carattere interdisciplinare, nell’ambito della storia dei paesaggi rurali e urbani, della storia dei sistemi produttivi silvo-pastorali, della storia dell’agricoltura e della storia dell’industria, attraverso la pubblicazione di libri e riviste, l’organizzazione di convegni, conferenze e dibattiti, la partecipazione a progetti con altre associazioni ed enti, finalizzati alla conoscenza storica e alla valorizzazione culturale dei paesaggi della produzione colti nella loro dimensione materiale e immateriale e nelle loro diverse articolazioni economiche, politiche, sociali e territoriali.

Chi siamo – RESpro (resproretedistorici.com)


F.A.ME. chiude a Ginestra l'autunno 2022

Le nuove iniziative del Festival Appennino Mediterraneo ripartono dal progetto S.C.A.C.Co.


 

Nell'accogliente atmosfera del centro storico di Ginestra, che ha dato vita alla manifestazione "Il borgo dei sapori arbereshe", si è chiuso l'autunno del Festival Appennino Mediterraneo (F.A.Me.), riconosciuto e sostenuto dal Ministero della Cultura per il triennio 2022/2024. Ginestra, come tutti i comuni che hanno radici nella storia arbereshe, è il “lato Adriatico” del Festival, un Mediterraneo che lega due importanti dorsali della montagna europea: quella Appenninica e quella Balcanica.

I numeri del Festival: 29 eventi in 20 comuni, 24 gruppi ospitati, più singoli performer per un totale di circa 170 artisti coinvolti, 7 produzioni e coproduzioni, 3 prime nazionali e circa 2000 accessi registrati negli spettacoli a pagamento.

È quindi stata un successo l'idea di organizzare spettacoli dal vivo per le persone che risiedono tutto l'anno nei paesi delle aree interne, molti dei quali piccoli e piccolissimi. La cultura, anche resa attraverso questa forma, è un servizio per le comunità restanti.
A questi numeri si aggiunge l'interesse e l'attenzione dei media. In tre mesi oltre 100 post pubblicati sulla pagina facebook @civiltaappennino, seguita da oltre 12mila persone, hanno raggiunto circa 260.000 persone con oltre 650.000 visualizzazioni.

Piero Lacorazza – direttore Fondazione Appennino

"Abbiamo pensato di dare un servizio attraverso la cultura e lo spettacolo dal vivo - racconta Piero Lacorazza, direttore Fondazione Appennino - per chi vive i nostri paesi tutto l'anno associandolo alla promozione del territorio come dimostrano anche la presenza ed i numeri sui media tradizionali e nuovi. Questa partecipazione ed adesione, per alcuni aspetti inaspettata, ad un progetto triennale riconosciuto e sostenuto in primis dal Ministero della Cultura, ci porta a dare continuità al lavoro avviato con due novità: continueremo nella stagione invernale e sarà istituito una servizio civile a sostegno del Festival Appennino Mediterraneo"

Il Festival dunque continuerà anche durante l'inverno: si riparte proprio da Ginestra il 23 dicembre e poi a Grumento Nova il 5 gennaio.

Infine sul sito www.appenninofondazione.it é pubblicata la call per il progetto "F. A. Me. in S.C.A.C.Co", un sevizio civile che vuole rendere protagonisti i giovani per la cittadinanza attiva e la coesione sociale, attraverso la cultura e la promozione dello spettacolo dal vivo.


F.A.ME. IN S.C.A.C.CO.

 

Festival Appennino Mediterraneo

in

Servizio di Cittadinanza Attiva per la Cultura e la Coesione sociale

Consultazione Pubblica

 

Premessa

Il Festival Appennino Mediterraneo (F.A.Me.) è ormai una realtà consolidata, grazie al riconoscimento triennale (2022-2024) del Ministero della Cultura, all’adesione di tante amministrazioni locali e al crescente interesse anche di enti privati, in virtù della realizzazione di ventinove eventi in diciannove comuni organizzati in un arco temporale di tre mesi: dal 10 settembre all’8 dicembre 2022.

La crescente attenzione che vi è stata intorno a questo progetto, certificata dalla partecipazione del pubblico e dallo spirito comunitario che ne ha reso unici ed emotivamente coinvolgenti gli eventi, consiglia di insistere nel pensare alla cultura, ed in particolare allo spettacolo dal vivo, come un servizio da offrire non solo a viaggaitori ed abitanti temporanie ma anche, forse, soprattutto, a chi vive e risiede tutto l’anno nelle aree interne, nei paesi.

Abbiamo inteso anche cosi investire in luoghi NON comuni: scegliamo l’autunno come periodo del Festival, rendiamo più forte la comunità “restante”, consolidiamo i legami con il proprio territorio. Al tempo stesso quindi la cultura come strumento di cittadinanza e coesione sociale. È evidente come questa inversione dello sguardo – osserviamo le cose dagli occhi di chi vive e

risiede nei nostri paesi – è anche il lievito per far crescere l’interesse di nuovi abitanti per questi luoghi.

In questo contesto stiamo valutando l’ipotesi di costruire insieme un percorso di Servizio di Cittadinanza per la Cultura e la Coesione sociale (S.C.A.C.Co.) che da una parte coinvolga il sistema della cooperazione sociale, delle imprese profit e no  profit che contribuiscono in maniera diretta ed indiretta a rafforzare il sistema di welfare locale e dall’altra le nuove generazioni in età scolastica e formativa.

Cultura e cittadinanza, spettacolo dal vivo e coesione sociale costituiscono lo spazio ideale per sperimentare un nuovo servizio nella comunità e per comunità: da parte stimolare la partecipazione dei più fragili e dell’altra rendere protagonisti i giovani.

 Servizio di Cittadinanza Attiva per la Cultura e la Coesione sociale

 – proposta –

In ogni Comune che promuove uno o più eventi del F.A.Me. si istituisce S.C.A.C.Co.  con l’obiettivo di mobilitare giovani tra i 14 i 18 anni (età di scuola secondaria superiore) ad essere promotori dell’evento e accompagnatori di persone fragili le cui condizioni limitino, anche sul piano psicologico, la partecipazione ad uno spettacolo dal vivo.

E’ del tutto evidente che questa attività dovrebbe essere svolta in coordinamento con il Comune e con coloro che operano nel sistema integrato di offerta locale dei servizi sociali.

S.C.A.C.Co. deve essere quindi un tassello di un mosaico che facendo perno su energia, creatività, disponibilità delle nuove generazioni aiuti ad alimentare la coesione sociale attraverso la cittadinanza attiva.

Si tratta inoltre di definire un tempo d’impegno, una procedura di selezione e un incentivo che di stimoli che renda circolare la relazione tra impegno sociale, promozione culturale, formazione e qualità del tempo libero.

La definizione di un tempo è in stretta relazione con le modalità e criteri di selezione, cosi come con il premio o l’incentivo da offrire.

Il tempo di impegno, che comunque deve essere definito,  può essere valutato anche rispetto alla programma dei soggetti che si occupano dei servizi sociali, in primis l’Amministrazione Comunale.

In condivisione con le amministrazioni, sarebbe ipotizzabile anche una call che, a seconda delle possibilità offerte dal territorio, coinvolga una/uno o più ragazze/ragazzi preferibilmente in età compresa tra i 16 e 18 anni (triennio scuole secondarie superiori) residenti nel comune anche se iscritte o iscritti a scuole fuori dal Comune.

Una call che possa premiare il merito e che tenga conto delle capacità reddituali, incentivata da risorse che possano essere investire in formazione e in prodotti culturali.

 

 

PER INFORMAZIONI SCRIVERE A INFO@APPENNINOFONDAZIONE.IT


08/12/2022 - A Ginestra "LIAKRE ET BARE - IL BORGO DEI SAPORI ARBËRESHË"

Quando la storia è passata per Ginestra, probabilmente ha deciso di fermarsi per sempre in questo borgo. Qui sono rimasti impressi i segni del passaggio dei popoli, delle culture e delle tradizioni mediterranee.

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La storia delle emigrazioni racconta di conservazione e d’innovazione, di cambiamenti e mescolamenti, di nostalgie e reinvenzioni. La cultura delle persone muta nei luoghi in cui si spostano e dove bisogna compiere adattamenti, scelte fantasiose, fra tradizione e innovazione, dolorose e coraggiose, tenere conto di nuove situazioni pratiche e di altre disponibilità. Nel caso dei comportamenti alimentari una tendenza a conservare si misura con il bisogno di cambiare e di usare, integrandole, altre disponibilità e altre pratiche. Un esempio di come nei consumi e nei riti alimentari agiscano continuità e rotture, somiglianze e differenze, ci arriva dalla peculiare e originale vicenda delle comunità albanesi sorte in grande parte tra XV e XVIII secolo e distribuite nelle aree interne e lungo le fasce appenniniche di Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Puglia, Calabria e anche Sicilia“. (Vito Teti, “Buon Appennino – La cultura deli cibo nell’Italia Interna”, Rubbettino Editore 2022).

E nel percorso gastronomico che attraverserà l’anima della comunità nell’atmosfera natalizia del centro storico che si ritroveranno storie e riti alimentari.

La comunità ed i visitatori saranno immersi nelle scene delle attività rurali, nobili e soldati del popolo arbereshe, cavalli ed accampamenti, combattimenti, danze e spettacolo del fuoco.

Tra una pietanza ed un bicchier di vino, tra uno storico palazzo ed un’accogliente piazzetta, si vivrà in compagnia di musica pop, pizzica e tarantelle.

Mercoledi 8 dicembre 2022, dalle ore 18.00, per le vie del centro storico di Ginestra si terrà l’edizione 20220 di “LIAKRE ET BARE – IL BORGO DEI SAPORI ARBËRESHË“.

L’evento si aprirà con la rievocazione sulla storia di Ginestra a cura dell’associazione “I Cavalieri di Bianca Lancia”
proseguirà poi con la serata in musica che vedrà esibirsi il gruppo “Musica e danza Itinerante” con lo spettacolo “dal Mediterraneo all’Appennino”, protagonisti Vito Laurino, Monia Telesca e Maria Anna Nolè.
a seguire lo spettacolo “Live in Appennino“, musica pop/rock con il gruppo “Domenica ensemble” composto da Eleonora Catalani, Paola Cammarota, Giuseppe Onorati, Clemente Lioi, Sisto Aniceto.

Lungo il percorso sarà possibile degustare le preparazioni tipiche della tradizione arbereshe del comune del Vulture.


07/12/2022 - A Senise con la “PASTORALE LUCANA” 

Mercoledì 7 dicembre il FESTIVAL APPENNINO MEDITERRANEO farà tappa a SENISE con la “Pastorale lucana

COMPLESSO SAN FRANCESCO - ore 17.30

in concerto

ENSEMBLE MERIDIES
con Nicole Millo, voce recitante

Massimo Rosa, violino
Gaetano Cosmo, violino
Gabriele Spadino, viola
Giovanna D’Amato, violoncello
Bruno Pace, contrabbasso
Maria Vasquez, oboe
Sabrina Genovese, arpa viggianese
Enzo Izzi, organetto
Luciano Brancati, percussioni etniche

Ricerca ed elaborazione musicale Angela Freno ed Enzo Izzi


07/12/2022 - "BALLANDO SUL TAMBURELLO LUCANO" a Marsico Nuovo

Mercoledì 7 dicembre il FESTIVAL APPENNINO MEDITERRANEO farà tappa a MARSICO NUOVO con la “Ballando sul tamburello lucano

SALONE SAN FRANCESCO - ore 21.00

in concerto

ENSEMBLE MERIDIES
con Maria Anna Nolè, danza
e Nicole Millo, voce recitante

Massimo Rosa, violino
Gaetano Cosmo, violino
Gabriele Spadino, viola
Giovanna D’Amato, violoncello
Bruno Pace, contrabbasso
Maria Vasquez, oboe
Sabrina Genovese, arpa viggianese
Enzo Izzi, organetto
Luciano Brancati, percussioni etniche

Ricerca ed elaborazione musicale Angela Freno ed Enzo Izzi